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Durnholzertal/Valdurna (Val Sarentino - BZ) pag.2

 

 
Un tratto del sentiero  
 
Attenzione a prendere la mira!  
Inizio ad essere molto curiosa nei confronti del "sentiero esposto", quanto diavolo manca? Ancora un paio di chilometri di salita, sempre su forestale sterrata, poi 300 metri su erba, in discesa. All'altezza di uno slargo la strada muore contro una recinzione. Strada che non porta a nulla, non collega nessun maso, finisce di colpo contro lo steccato. Serve per portare giù la legna, suppongo, altrimenti non ha senso alcuno. Attenzione, nel tratto inerbato, alle dannate canalette di scolo che attraversano la strada, ben nascoste fra l'erba e abbastanza pericolose se non ci si sta attenti.

Comunque ci siamo, il nostro sentiero esposto che fa trattenere il fiato ai più ganzi. Be', l'inizio pare tostarello, strettissimo che una bici ci passa a malapena, in ripida discesa e con addirittura qualche scalino. Trascinati i mezzi oltre la recinzione e giù per i primi metri ecco il sentiero spianare e diventare più percorribile. A piedi, of course :-D Il suo difetto principale è quello di essere molto stretto e di avere sulla sinistra la scarpata e sulla destra circa 300 metri di bosco ripidissimo che fare a rotoloni non dev'essere il massimo del divertimento. L'impressione di esposizione non c'è, gli alberi chiudono la vista sulla valle laggiù in fondo, rassicurano, ma sbagliare qualcosa può fare abbastanza male. Pendenza quasi nulla, fondo a tratti bello compatto, a tratti pieno di salti, sassi e radici. Insomma a mio avviso non è impossibile a farsi, conosco chi se lo godrebbe metro per metro, io me lo scarpino metro per metro. E' un continuo sali in sella, scendi di sella, sali, pedala 10 metri, scendi, spingi 30 e via andare. In compenso ho fatto una spanciata di mirtilli e di fragoline, non ho POTUTO lasciare sul sentiero una brisa (porcino) da esposizione, e invece ho lasciato qualche etto di finferli che nello zaino si sarebbero ridotti in briciole.


In definitiva la relazione letta mi pare un tantino terroristica: ok, per farla tutta pedalando bisogna essere bravetti, ma nessuno vieta di scendere e spingere un po' mi pare. Il rischio di farsi male c'è ma lo vedo abbastanza remoto, usando un po' di raziocinio. E io per "esposto" intendo qualcos'altro. Il mio amico Sandro che soffre di vertigini anche sul balcone di casa non avrebbe trovato difficoltà di sorta. Alla fine è stato il tratto più divertente in assoluto di tutta l'uscita. Compresi gli imprevisti come lo scavalcamento di un albero o il superamento di un enorme masso caduti in mezzo al sentiero.

Incrociamo una simpatica anziana signora con fazzoletto in testa e cestello stile Cappuccetto Rosso, pieno di mirtilli e fragole, con la quale ci fermiamo a fare quattro chiacchiere. Ci comunica che siamo quasi alla fine e che dopo è tutto molto più facile. La gente finora incontrata è stata accogliente, gentile, sorridente e mi ha lasciato un bellissimo ricordo di questa parte di Alto Adige.

A km. 10,5 il sentiero si allarga e alla nostra desta non c'è più il precipizio, usciamo dal bosco, e entriamo praticamente nel cortile di maso Kalman. (km 10,5)


 
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