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Predonico-Perdonig - Ricerca del passaggio a nord-ovest

Bolzano - S.Michele Appiano - Predonico - Gaido - Andriano - Riva di Sotto - Bolzano

15 agosto 2005

Tempo di percorrenza 3 ore e 40
Distanza km 49
Dislivello in salita m. 850
Dislivello in discesa m. 850
Pendenza massima 22% in salita 29% in discesa
Pendenza media 8%
Altezza massima raggiunta 890 (Moarhof - presso Gaido)
Ciclabilità

Totale o quasi. Qualche tratto MOLTO ripido, su asfalto, fra Predonico e Gaido.

Difficoltà Nessuna. fino al Moarhof asfalto su ciclabile e su stradine poco trafficate, dal Moarhof ad Andriano su splendida sterrata con bel fondo compatto in mezzo al bosco e ai pomari. Poi di nuovo asfalto su interpoderali.
Punto di partenza e di arrivo Bolzano (m.262 s.l.m.)
Cartina usata Tabacco Bolzano-Renon Oltradige - Mendola, foglio 034, 1:25.000
Kompass Südtiroler Weinstraße Unterland, foglio 074, 1:35.000
Orientamento Semplice, seguendo queste note. Un casino dal Moarhof leggendo la cartina. Un paio di anni fa ci siamo persi ;)
Punti di ristoro Innumerevoli. Consiglio caldamente di fermarsi al Moarhof (chiuso giovedì). Punto panoramico, gestore cordiale, birra e Kaiserschmarn ottimo.
Note Questo sarebbe il classico giro da fare in autunno: la discesa in mezzo ad un bosco di latifoglie , con i colori autunnali, dev'essere particolarmente bella. La salita da Appiano a Gaido invece, in un'estate normale, un po' più calda di quella attuale, gran parte in pieno sole, piuttosto faticosa.
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Questo giro ci stava sul gozzo da tempo: 3 anni fa ci siamo persi, abbiamo preso il sentiero sbagliato, abbiamo bestemmiato in tutte le lingue conosciute spingendo la bici fra sassi, radici e letti di torrenti più o meno asciutti, l'abbiamo dovuta calare da un pezzo di sentiero franato con un provvidenziale cordino che Edo, detto la chiocciola (gira con la casa sulla groppa), si era portato appresso. Insomma dovevamo trovarlo il passaggio a nord ovest, per scendere in valle dell'Adige, possibilmente senza ravanare troppo. La giornata giusta pareva proprio ferragosto: uno strano ferragosto molto fresco, con un cielo settembrino limpido e terso, e con migliaia di macchine in giro: meglio non mettersi in strada a incolonnarsi in qualche valle.
Quindi partenza da Bolzano, da sotto casa. La prima parte del percorso per i bolzanini è cosa stranota, si svolge infatti sulla ciclabile che, costeggiando il torrente Talvera e poi l'Isarco e l'Adige, arriva, seguendo il tracciato della vecchia ferrovia Bolzano-Caldaro, fino ad Appiano. Per cui i miei concittadini possono saltare direttamente alla pagina seguente. I tempi e il chilometraggio di questa relazione sono misurati da ponte Talvera, in pieno centro cittadino. La ciclabile si può prendere da innumerevoli altri punti della città, anche da oltre ponte Adige, risparmiando 7 chilometri all'andata e 7 al ritorno.

Insomma, imboccata la ciclabile a ponte Talvera, si prosegue sempre dritti passando accanto al palazzo dell'Eurac e sotto ponte Druso, dove conviene imboccare il tratto che gira a sinistra, passa dietro lo stadio Druso costeggiando il fiume in un punto molto gradevole, evitando il rischio di essere stirati dalle auto che escono dal parcheggio dello stadio. Costeggiato il Lido, con vista sui bagnanti, a volte piuttosto suggestiva ;), si gira a sinistra, si passa sotto ponte Roma, e si continua dritti fra parchi, impianti sportivi e fiori, coll'Isarco sulla sinistra, per 5 piacevolissimi chilometri, fino al depuratore. Qui attenzione: proseguendo dritti si continua verso la bassa atesina, Egna, Salorno e, avendo gambe, Trento. Noi invece giriamo a destra (all'altezza di un punto di sosta con tavoli e panche) e poi subito di nuovo a destra, costeggiando questa volta il fiume Adige da una parte e un canale puzzolente dall'altra.
Ancora un chilometro e mezzo circa in piano e si imbocca, girando a sinistra, il ponte di ferro sull'Adige, sotto castel Firmiano: da qui inizia la salita, comoda e piacevole, che porta ad Appiano.
Pedalando fra vigneti e boschetti, con una bella vista verso la conca di Merano, dopo un paio di gallerie della vecchia ferrovia, in 12 chilometri totali di pedalata, eccoci ad Appiano, ad un grande incrocio con semaforo. (km 12, 156 metri di dislivello). Da qui partono numerosi bei giri, verso Cornaiano e la foresta di Monticolo, verso il lago di Caldaro, verso le pendici della Mendola. Alcuni tosti, altri più comodi. Ne parlerò più avanti, giuro! :)
All'incrocio di S. Michele Appiano si prende verso il centro del paese e dopo circa un chilometro si arriva nella piazza del municipio. Piazza bruttina a mio avviso. Peccato perchè il resto del paese è piuttosto bello, anche molti dei fabbricati di nuova costruzione sono stati fatti con criterio.
Attraversata la strada si imbocca l'area pedonale, si passa a sinistra della scuola, si segue la strada che gira decisamente a destra fra belle case, vecchi palazzotti, masi, giardini, fino a sboccare sulla strada verso Predonico. Qui si inizia decisamente a salire fra vigneti e belle antiche case, residenze nobiliari e castelli. E comincia ad aprirsi la visuale sulla strada del vino, su Monticolo e sulla città di Bolzano con lo Sciliar e il Catinaccio. Lungo la strada ogni tanto compare il segnavia del sentiero n.8.

Oggi vado su come una scheggia: sto benissimo. Che sia la temperatura, qualche misterioso ingrediente della colazione o che so io, mi lascio indietro il resto della spedizione. A 16 chilometri dalla partenza, sulla destra, si incontra un bacino artificiale per l'irrigazione, dal quale parte il sentiero n.8a, diretto a S.Paolo. Da sperimentare.
Altri 3 km di costante salita, quasi tutta sotto il sole, e si arriva all'abitato di Predonico. Tradizionale sosta all'ombra alla fontanella di fronte alla caserma dei pompieri e tradizionali 4 chiacchiere con la proprietaria di detta fontanella, sempre gentile nonostante si invada regolarmente la sua proprietà. Un tantino meno cordiale il suo cagnaccio. (km 19). Riprendiamo a pedalare in direzione di Gaido, sempre su asfalto, sulla strada che diventa sempre più stretta e meno trafficata, fra continui saliscendi nel bosco. Alcuni "sali" brevi ma decisamente ripidi e impegnativi. Non amo molto i su e giù, rompono il passo e il fiato, e se c'è una cosa che mi sta sulle scatole è scendere quando so che devo salire. E, come ben sa ogni cilcista, la seconda legge della bici è che a ogni discesa corrisponde una salita. La prima è.. ehm... tutte le cose le prendi nel culo, solo il vento ce l'hai in faccia :P
Usciti dal bosco pedaliamo in mezzo a bellissimi prati che paiono appena pettinati, mucche e splendidi scorci sulla città di Bolzano e sulle Dolomiti. E la salita si fa un po' meno altalenante e faticosa. A 23 km dalla partenza si arriva a Gaido. Sulla sinistra vediamo la chiesetta vicina a un bel maso con punto di ristoro, il Moarhof. (m.938, 730 m. dislivello). La salita dovrebbe essere quasi al termine, ne approfittiamo per mangiare qualcosa e per fare il punto del percorso: il passaggio a nord-ovest dovrebbe partire da qui.
Il posto è davvero bello: comode panche all'ombra con alcune persone sedute che giocano a carte e bevono birra, bella vista sulle montagne e sulla valle, silenzio e tranquillità, galline, la stalla, fiori, prati, la bella chiesetta proprio davanti. Un bel posto dove vivere :). Dopo un ottimo Keiserschmarn e la birretta regolamentare comincio ad esplorare i dintorni e a leggere i vari cartelli indicatori: il sentiero 8a, che dovremmo prendere, parte proprio qui dietro. Appena stesa la cartina sul tavolo si materializza il gentilissimo Bauer del maso, in Lederhosen (braghe di cuoio) e Schürze (grembiule) blu regolamentare, ci chiede da dove veniamo e, soprattutto, dove vogliamo andare e per che sentiero. Dopo avergli raccontato la ravanata della volta precedente "a me dovete chiedere, non alle cartine!" Visto che abita qui da sempre avrà senz'altro ragione. Ci sconsiglia caldamente di riprovare dal sentiero 8a, e ci indica, poco oltre il maso, l'attacco del sentiero "F". "E fidatevi!" ci dice sorridendo "è bellissimo, anche per la bici". E noi ci fidiamo.
Bando alle ciancie raccattiamo le supellettili sparse e torniamo indietro per poche decine di metri fino a trovare, sulla nostra sinistra, l'attacco dello sterrato, segnato come "F", che passa a destra del bel maso Tratter.

La discesa e' bellissima, divertente, con fondo da buono a ottimo, veolce, in mezzo al bosco e alle felci. Solo un tratto sconnesso vicino ad un rivo, per il resto una goduria :)
Il sentiero termina ad un incrocio (km 26 circa), dove sbagliamo clamorosamente strada. Girando a destra ci infiliamo nel cortile di un maso (il Bittner Hof), fra papere maiali conigli cavoli e insalata.. torniamo quindi indietro e prendiamo la diramazione di sinistra. Circa un chilometro più avanti ci troviamo sulla strada asfaltata che porta a Nalles e capiamo di aver sbagliato: ci dovrebbe restare ancora un bel pezzo su sterrato, qualcosa non torna. Dietro front, di nuovo al maso: alla sua destra, fra i tavoli e le panche dove diversi turisti stanno merendando, c'è la sterrata che cerchiamo (segnato come "R"). Altro errore e altro cortile un chilometro dopo: la strada si perde nell'aia di un contadino che ci guarda storto. Cercando con attenzione troviamo un cartello indicatore per Andriano e la strada che continua sulla nostra destra.Anche questo tratto molto bello, ben tenuto e scorrevole ci porta, a poco più di 30 km dalla partenza, ad Andriano ad incontrare l'asfalto. Continuiamo dritti per la "strada del vino" (cartina kompass) che corre, deserta e semiabbandonata lungo le pendici della montagna, e poco prima del paese di Riva di Sotto, all'altrzza della zona produttiva, ci infiliamo nella interpoderale che, fra distese di frutteti, porta fino nei pressi dell'abitato di Frangarto (km 41).
Girati a sinistra e all'incrocio per Cornaiano di nuovo a sinistra, eccoci a ponte Adige. Circa 100 metri dopo il passaggio a livello si gira a destra, e passato il canale subito a destra. Altro passaggio a livello ed eccoci al ponte della ciclabile per Appiano, incontrato all'inizio della nostra relazione. Da qui in poi, percorrendo la ciclabile a ritroso, in 6 chilometri si torna al punto di partenza.

Bel giro, non faticoso, divertente, da mezze stagioni, con bei panorami sui monti e un simpatico Bauer presso il quale rifocillarsi, fare quattro chiacchiere, e smentire chi dice che in Alto Adige chi parla italiano è accolto malamente.

 


 
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